Intel e Ibm hanno annunciato che intendono trasformare le competenze acquisite nella lavorazione del silicio per produrre microchip in un capitale da investire nella realizzazione di cellule fotovoltaiche. Intel ha deciso di mettere sul tavolo 50milioni di dollari per lanciare una “startup” (Spectrawatt) che puntando su una tecnologia collaudata, produrrà dal 2009 cellule fotovoltaiche in silicio cristallino per una capacità di 60 megawatt.
La Ibm ha avviato una joint-venture con la Tokyo Ohka Kogyo per la produzione cellule fotovoltaiche che sostituiscono il costoso silicio con un film sottile realizzato in rame, indio, gallio e selenide. Il vantaggio sarebbe rappresentato dai prezzi delle materie prime, decisamente più contenuti, e dalla maggiore versatilità nelle applicazioni in edilizia, mentre il limite è il rendimento nel trasformare i raggi solari in energia elettrica, ancora a quelli del silicio cristallino (laRepubblica.it).