Piattaforma per la Mobilità Elettrica: il direttore di Assoknowledge sull’iniziativa lanciata un mese fa

Il 16 Settembre è stata lanciata la Piattaforma per la Mobilità Elettrica, un’iniziativa promossa da Assoknowledge (Associazione Italiana dell’Education e del Knowledge aderente a Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici) e da ATA (Associazione Tecnica dell’Automobile) con l’obbiettivo di far convergere gli interessi del mondo industriale e della ricerca su questo tema. Assoknowledge, svolgerà attività di coordinamento generale, accertandosi che i lavori vengano svolti in modo corretto e che l’interfaccia con i soggetti politici (la piattaforma è solo politica, non implementativa) trovi la giusta accoglienza esternamente.

Secondo il professore Alessandro Sciolari, Direttore Scientifico di Assoknowledge, quest’iniziativa è nata dalla consapevolezza di una situazione nazionale che vede affermarsi nei diversi ambiti un approccio spontaneistico ed individualista. Tale approccio penalizza l’impiego efficiente delle risorse disponibili e comporta delle serie difficoltà nel momento in cui le circostanze richiedono di fare squadra e di intendersi su posizioni e obiettivi comuni. L’incapacità di “fare sistema” produce un danno enorme in Europa, soprattutto nel campo della ricerca e della captazione dei contributi messi a disposizione a livello comunitario. Oggi l’Italia corrisponde all’EU in termini di contributi alla ricerca circa il 14% del totale, ma solo l’8% ritorna in patria. Questo significa, di fatto, utilizzare le risorse nazionali per finanziare la ricerca in altri Paesi.

È questa la ragione per cui Assoknowledge e ATA hanno promosso, per ciò che riguarda la mobilità elettrica, la costituzione di una piattaforma in grado di garantire organicità nel processo decisionale e di esprimere unità d’intenti con riferimento alla ricerca in questo settore.

La Piattaforma per la Mobilità Elettrica si prefigge di aggregare la comunità scientifica e quella industriale allo scopo di individuare una convergenza, su obiettivi di ricerca industriale, che sia la sintesi di quello che le due comunità ritengono priorità per il sistema Italia. Ciascun partecipante ha lo stesso peso al voto, sia esso la FIAT o una piccola impresa, ciò impone uno stretto dialogo tra le imprese e gli enti di ricerca e obbliga a intraprendere scelte di interesse collettivo. Le istanze condivise che emergeranno da questo confronto verranno quindi presentate in Europa presso i direttorati generali preposti, con l’intento di adeguare i bandi alle esigenze rappresentate dal sistema Italia, aumentando così le chance di ottenere risultati positivi.

Il vantaggio di questa iniziativa è il coinvolgimento proattivo, senza intermediari, degli attori nel processo decisionale, che aumenta la consapevolezza di quanto viene deciso creando le premesse per una maggiore competitività. Sovente il principale ostacolo agli investimenti delle piccole imprese in R&S è stato infatti il mancato coinvolgimento nel processo decisionale finalizzato a definire gli obbiettivi dei finanziamenti pubblici e la conseguente difficoltà, da parte delle stesse imprese, nel comprendere le ricadute competitive degli obiettivi prospettati a livello europeo.

La piattaforma è quindi un’iniziativa bottom-up, espressione della volontà delle comunità industriali e scientifiche, il cui focus principale rimane l’accesso ai fondi per la ricerca disponibili in Europa e in cui le istituzioni, che pur supportano fortemente l’iniziativa attraverso Ministeri (Ambiente, Università e Ricerca, Sviluppo Economico) e Regioni (Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte) hanno un ruolo di spettatori, limitandosi a fare tesoro delle indicazioni provenienti dagli attori principali (in termini per esempio di capacità economico-finanziaria del settore).

È “lecito dubitare” di un’iniziativa senza precedenti che per la prima volta vede gli operatori industriali sedere al tavolo delle negoziazioni privi di intermediari e lo stesso professor Sciolari raccomanda prudenza: come tutte le iniziative che partono dal basso è infatti necessario stabilire un consenso iniziale che non è sempre facile raggiungere. Nel frattempo il 2 dicembre, al Motor Show di Bologna, dovrebbe essere compiuto il primo step dal lancio della Piattaforma, con la produzione di un documento politico che sintetizza la convergenza di intenti tra mondo accademico e industriale. Qualora un accordo simile venisse raggiunto si sarebbe già fatto un enorme passo in avanti.

A valle dell’intervista, il prof. Alessandro Sciolari ha dato disponibilità a discutere, con H2IT, della possibilità di collaborare su iniziative dello stesso tenore  con riferimento al settore dell’idrogeno e delle celle a combustibile.