Presentato il Programma Nazionale di Riforma

E’ stato presentato a Bruxelles il 12 Novembre 2010 il Programma Nazionale di Riforma, che inquadra le istanze riformatrici di “Europa 2020”, finalizzate a raggiungere obiettivi di crescita e occupazione più ambiziosi e sostenibili. Al raggiungimento degli obiettivi del Programma contribuiscono gli interventi di politica regionale, programmati nell’ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007 – 2013 e dei programmi operativi cofinanziati dai fondi strutturali comunitari, in larga misura già concentrati sui temi della strategia UE 2020 (€ 3.9 mld per Energia e € 2,9 mld per Mobilità sostenibile).

Il documento, approvato dal Consiglio dei ministri in versione preliminare e frutto di un lavoro collegiale dei diversi ministri in base alle proprie competenze, verrà discusso in sede comunitaria dagli altri 26 paesi membri. La versione finale verrà presentata all’Unione europea nel mese di aprile del 2011 insieme al Programma di stabilità, nel quadro del nuovo ciclo di programmazione del “Semestre europeo”.

Con riferimento al tema dell’efficienza energetica, il Programma considera la rivalutazione del (1) Fondo Kyoto (Fondo rotativo per il finanziamento delle misure finalizzate all’attuazione del Protocollo di Kyoto); (2) Fondo per la promozione delle fonti rinnovabili di energia, dell’efficienza energetica e della produzione di energia elettrica da solare termodinamico; (3) Fondo per la mobilità sostenibile.

Le misure sui trasporti riguarderanno in particolare la previsione di appositi divieti di circolazione per i veicoli più inquinanti accompagnati da misure incentivanti per il rinnovo del parco circolante, nonché misure volte all’elettrificazione dei principali porti al fine di minimizzare l’effetto delle navi in sosta. Nel settore civile si promuoverà l’utilizzo e la diffusione di caldaie a biomassa certificate in grado di garantire ridotte emissioni inquinanti.

Sulle fonti rinnovabili il Programma rimanda al “Piano d’azione nazionale per le fonti rinnovabili”. Mentre sulla ricerca si pensa di incrementare il finanziamento dallo 0,56% del PIL attuale ad almeno l’1,53 % entro il 2020. Tra le misure previste: la prosecuzione dei progetti di  “Industria 2015” e il co-finanziamento di infrastrutture e piattaforme tecnologiche attraverso le disponibilità della legge-obiettivo (derivanti dalle economie della programmazione 2000-2006).

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