Corrado Clini è stato eletto dal Presidente del Consiglio Mario Monti come nuovo Ministro dell’Ambiente. Direttore generale per lo sviluppo sostenibile, il clima e l’energia del ministero dell’Ambiente, fa parte del dicastero praticamente da sempre. La sua prima nomina a dirigente risale al 1990, per volontà dell’allora ministro Giorgio Ruffolo.
«L’obiettivo è il taglio delle emissioni di gas serra. Le politiche ambientali – spiega Clini – dovranno integrarsi maggiormente con quelle energetiche, del trasporto e delle infrastrutture per raggiungere l’obiettivo della riduzione delle emissioni. Tutte le nostre politiche dei trasporti debbono essere meno inquinanti e anche le politiche per le infrastrutture debbono porsi questo obiettivo. Ma il vero tema – ha sottolineato il Ministro – è integrare le politiche ambientali con tutte le politiche degli altri dicasteri, e mi auguro che il nuovo governo riesca a farlo».
Clini ha un lungo curriculum di esperienze internazionali, è stato responsabile del fondo rotativo del Protocollo di Kyoto, è impegnato nella ricerca sugli usi sostenibili delle bioenergie come chairman della Global BioEnergy Partnership, inziativa del gruppo G8+5, è membro dei comitati di governance internazionali CCICED (Cina) e dell’Assemblea generale del Regional Environment Center (REC) di Budapest; ricercatore alle università di Harvard e Tshingua; presidente della commissione tecnica Cipe per la riduzione delle emissioni. E’ stato inoltre vicecommissario dell’Enea e vicepresidente dell’Agenzia europea dell’ambiente. A maggio gli è stata conferita la laurea honoris causa in “Ecologia dei Cambiamenti Climatici” dall’Università di Urbino, mentre ad agosto era stato nominato dall’allora ministro dell’Istruzione Gelmini come presidente di Area Science Park, il Consorzio per l’area di ricerca scientifica e tecnologica di Trieste.
Dal 2000 al 2001 inoltre ha presieduto la G8 Task Force on Renewable Energies, istituita dai Capi di Stato e di Governo del gruppo G8 ad Okinawa. La Task Force, composta da esperti di 16 paesi ( G8, Cina, India, Brasile, Sud Africa,Arabia Saudita, Nigeria, Iran,Indonesia) e dall’Agenzia Internazionale per l’Energia, ha predisposto il primo rapporto globale sulle energie rinnovabili che costituisce la base dei programmi sulle energie rinnovabili avviati nel 2002 dal Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile di Johannesburg. A partire dal 2000 ha progettato e coordinato l’attuazione di oltre 900 progetti in Italia e 350 all’estero (45 paesi) su
Tra questi assumono particolare rilievo quelli finalizzati alla realizzazione di programmi innovativi su: