• (Italiano) GM HYDROGEN 4 Edit Post

    In tempo di crisi c’è chi continua a credere sull’idrogeno: Mercedes, Honda, Ford, Bmw e Gm. Gm continua la sua sperimentazione e in 10 anni ha investito oltre 1 miliardo di dollari. Ne è l’esempio la HydroGen4 basata sulla Chevrolet Equinox, 100 esemplari che Gm sta testando su strada in Germania e Stati Uniti. Tutto si muove attorno al pacco delle fuel cell (o celle a combustibile) composta da 440 celle all’interno della quale idrogeno e ossigeno reagiscono, producendo energia elettrica e reazione, del vapore acqueo. L’energia ricavata viene utilizzata per mettere in movimento un propulsore elettrico (da 73 kW), mentre il vapore viene eliminato dal tubo di scarico. Il motore elettrico spinge l’auto, a emissione zero, fino alla velocità di 160 km/h con una coppia massima di 320 Nm sempre disponibile (come per qualsiasi motore elettrico) e un’accelerazione da 0 a 100 km/h di 12 secondi. Un risultato niente male per un’auto di 2.010 kg. Le fuel cell sono più compatte di quelle sulla vecchia versione (la HydroGen3 realizzata sulla base della Opel Zafira), non sottraggono spazio interno per i passeggeri e utilizzano una quantità inferiore di metalli preziosi, iniziando così, anche se in maniera lieve, a scendere di prezzo. Le stesse fuel cell ora sono in grado di lavorare anche a temperature inferiori allo zero, senza correre il rischio di ghiacciare l’acqua che si forma nella reazione tra idrogeno e ossigeno. Poi ci sono le batterie utili a compensare eventuali cali di energia delle fuel cell: non sono quelle di ultima generazione, al litio, ma quelle più economiche al nichel. C’è il sistema di «frenata rigenerativa»: come sulle auto ibride, in frenata il motore elettrico della HydroGen4 funziona da generatore e recupera parte dell’energia che normalmente viene persa, accumulandola nella batteria. Lo stesso sistema verrà adottato sulla Chevrolet Volt, l’auto elettrica, o meglio il Range Extended, che Gm lancerà negli Usa nel novembre 2010. Restano i serbatoi: ce ne sono tre, in fibra di carbonio, che resistono alle pressioni di 700 bar alle quali sono stoccati i 4,2 kg di idrogeno gassoso. E che hanno resistito bene, insieme con tutta quanta la HydroGen4, a ben quindici crash test di sicurezza.